La meningite meningococcica è un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello (meningi), causata dal batterio Neisseria meningitidis. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma quelli maggiormente implicati nelle forme gravi sono più il meningococco A, B, C, W e Y e, molto più raramente, soprattutto in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono la causa più frequente di malattia invasiva.
Il batterio vive nel naso e nella gola di molte persone che non sviluppano sintomi (portatori sani, circa il 2-30% della popolazione) e solo raramente il batterio diventa aggressivo causando la malattia. Si trasmette per via respiratoria attraverso un contatto stretto e prolungato con le secrezioni di un malato o di un portatore sano (tosse, baci, condivisione di stoviglie, diverse ore di convivenza in uno spazio chiuso).
L'incubazione va da 2 a 10 giorni (in media 3-4 giorni) e il soggetto malato smette di essere contagioso dopo 24 ore dall'inizio della corretta terapia antibiotica.
L'esordio può essere improvviso o più lento; i sintomi principali includono:
Chemioprofilassi: in caso di un caso accertato, i contatti stretti devono assumere un antibiotico specifico possibilmente entro 24 ore e non oltre 14 giorni dal contatto.
Vaccinazioni disponibili: attualmente abbiamo a due vaccinazioni che forniscono protezione verso i ceppi principalmente implicati nelle forme più gravi di meningite meningococcica.
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Elenco sediIstituto Superiore di Sanità. Malattie batteriche invasive (sepsi e meningiti)
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